Il senso del nostro Natale: una Piccola Casa, una grande famiglia in festa

È toccato stringersi oggi, per far posto ai famigliari degli Amici della Piccola Casa: non soltanto coniugi e figli, ma nipoti, fratelli, amici degli Amici… insomma uno scambio di auguri festoso, l’emozione sui volti, la tenerezza negli sguardi e sì, anche un po’ di incredulità: «Ma davvero quella poesia che avete letto l’hanno scritta loro?».

Sì, davvero, rime comprese: durante le scorse settimane attraverso attività di reminiscenza e stimolazione cognitiva a tema con il Natale le psicologhe e le educatrici hanno condotto gli anziani a diventare poeti per un giorno. Ed ecco fatto, il senso della Natività del Signore che culmina con l’augurio «per tutti i bambini tanta serenità».

A proposito di bambini poi, tra un canto natalizio e l’altro, lo spettacolo si è arricchito di un curioso fuori programma: una nipotina special guest che si è esibita in un saggio di tip-tap. Ovazione.

Prima di focacce e pizze rustiche, perché s’è fatta ora di rispondere ai languorini, i regali: un portacandele fatto a mano, da ciascun anziano alla propria famiglia, frutto del lavoro nei laboratori manuali dei pomeriggi autunnali, e un piattino con una selezione di dolcetti rigorosamente fatti in casa. Piccola Casa, è ovvio.

 

 

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